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[NON COMMENTATE QUi!]

Ciao a tutti , sono Pαnnα e ho deciso di scrivere le mie storie qui. Questo blog ce l'ho da una vita, prima era per i contest, poi è diventato per iL cazzeggio, poi l'ho abbandonato, poi l'ho ripreso ed è diventato per richieste blinkie. Ora lo userò per scrivere. Diciamo che è un blog a tema xD Comunque , ci scriverò una storia, che ho già cominciato e che scrivo su dei fogli, ora la voglio postarla su questo blog, ogni settimana con un nuovo capitolo. Se passate di qui vorrei un vostro parere sulle storie , e se dovete commentare fatelo in italiano , senza abusi di H e possibilmente inerenti alla storia. Si accettano critiche costruttive, quindi questo non vuol dire che potete iniziare ad insultarmi xD Se non vi piace la storia ditelo senza paura , nessuno vi mangia. Bè ho finito. Buona permanenza.

Ps: Se siete qui , dovete leggere la storia se volete commentare. Altrimenti andate nel mio blog personale (che ho linkato all'inizio di questa "presntazione" , basta cliccare sul nome)

 
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5月1日

capitolo Zero

 

SCRiTTA iO

Guardavo fuori dal finestrino senza parlare, avevo adottato la forma del mutismo per protestare contro mia madre; non potevo accettare di lasciare la mia città, la mia adorata Firenze. Già era stata un impresa ambientarmi là in questi 16 anni, figuriamoci adesso. Certo dovrei essere felice per il matrimonio tra mia mamma e il suo nuovo fidanzato, Peppe, ma perchè non poteva venire lui da noi? Infondo la mia è una città bellissima. Dopo parecchio tempo mia madre parlò. «Angela, ascolta so che è difficile, ma torneremo spesso a Firenze, rivedrai tutti i tuoi amici così tante volte che sembrerà non essere mai partita» Già certo come se fosse così semplice. Sbuffai. «Mamma, non è la stessa cosa. Non mi ambienterò mai tra quelle persone, inutile provarci, già mi manca la mia città». Chiusi gli occhi, frustrata e mi appoggiai al sedile dell'auto mentre lasciavo cadere altre lacrime silenziosamente. Non volevo mettere in pericolo la relazione di mamma, che tra qualche giorno si sarebbe sposata, ma non mi andava di cambiare città, ci deve essere un altro modo per rimanere a Firenze. Fui distratta dai miei pensieri dalla suoneria del mio cellulare, frugai tra le mie mille tasche e finalmente lo trovai. «Pronto?» «Angela già mi manchi, ti prego torna a Firenze!» veronica, la mia migliore amica. «Lo so! Già non sopporto questa lontananza. Okay, okay te la passo, mamma ti vuole Vero» mi scappò un risolino. Mia mamma mi squadrò perplessa, poi prese il telefono e lo mise all'orecchio «Ciao Veronica» pareva stanca, o infastidita beh io non mi sarei data per vinta, e nemmeno Veronica, a giudicare dalla smorfia di mia madre. «Mi dispiace decisione irrimovibile, scusami sto guidando non posso parlare a telefono, no, no! tranquilla. Te la ripasso, ciao» alzai gli occhi al cielo, certo ogni scusa è buona per non parlare del trasloco. «Vero» «Tesoro devo andare, cerca di convincere tua madre ad ogni costo! Ti voglio tanto bene!» e riagganciò, sbuffai. Tipico di Veronica, scappa subito. «Tesoro lo so che è difficile, ma noi ci trasferiamo, discussione chiusa». Le lanciai uno sguardo di fuoco e guardai fuori dal finestrino per tutto il tragitto , o almeno finchè non crollai.

  CONTiNUA ...